Sanità privata e RSA, sindacati chiedono audizione in Parlamento
I sindacati di categoria del settore sanità privata e delle residenze sanitarie assistenziali (RSA) hanno chiesto un’audizione in Parlamento per portare all’attenzione delle istituzioni lo stallo nel rinnovo dei contratti collettivi nazionali, fermi ormai da tempo. La richiesta arriva dopo mesi di trattative senza esiti concreti tra le organizzazioni dei lavoratori e le associazioni datoriali del comparto.
Secondo quanto emerso, il congelamento dei contratti riguarda migliaia di operatori impiegati in strutture sanitarie private e in residenze per anziani su tutto il territorio nazionale, con ripercussioni dirette su retribuzioni, condizioni di lavoro e turnover del personale. I sindacati sottolineano come l’assenza di un aggiornamento contrattuale stia aggravando le difficoltà già esistenti in un settore segnato da carenza di personale e carichi di lavoro elevati.
Le richieste ai tavoli istituzionali
L’obiettivo dell’audizione parlamentare, secondo quanto riferito dalle sigle sindacali, è quello di sollecitare un intervento politico che acceleri i negoziati e garantisca tutele adeguate ai lavoratori del comparto. Le organizzazioni sindacali chiedono che il tema venga affrontato con urgenza, evidenziando come il perdurare della situazione rischi di incidere sulla qualità dell’assistenza offerta agli utenti, in particolare nelle RSA dove la presenza di personale qualificato e stabile è considerata un fattore determinante per la cura degli anziani.
Il settore della sanità privata e delle RSA impiega un numero significativo di addetti, tra personale infermieristico, operatori socio-sanitari e figure amministrative. Il blocco dei rinnovi contrattuali, secondo i sindacati, si somma a criticità strutturali già note, come la difficoltà di reperire nuovo personale e l’aumento dei carichi assistenziali legato all’invecchiamento della popolazione.
Prossimi passaggi
Non è ancora stata resa nota una data per l’eventuale audizione parlamentare, né sono stati specificati i tempi con cui le commissioni competenti potrebbero prendere in esame la richiesta. Le organizzazioni sindacali hanno comunque ribadito l’intenzione di proseguire la mobilitazione fino a quando non verranno avviati concreti passi avanti nella trattativa contrattuale, chiedendo un coinvolgimento diretto delle istituzioni per sbloccare l’impasse.
