Parma-Catania, l’analisi tattica: Cuesta riparte dall’intensità e scopre Lontani
di Silvia Delmonte
Il 2-0 con cui il Parma ha eliminato il Catania nei trentaduesimi di Coppa Italia racconta una partita forse meno semplice di quanto suggerisca il risultato. A decidere la sfida del Tardini è stata la doppietta di Simone Lontani, a segno al 19’ e al 35’, ma dietro alla qualificazione della squadra di Carlos Cuesta ci sono soprattutto alcune indicazioni tattiche interessanti in vista dell’esordio in campionato contro il Cagliari.
Il Parma di Cuesta: 4-3-3 sulla carta, struttura molto più fluida
Cuesta parte con Corvi; Delprato, Troilo, Circati, Valeri; Bernabé, Konaté, Ordóñez; Britschgi, El Bilal Touré e Lontani. Una disposizione leggibile inizialmente come 4-3-3, ma destinata a modificarsi continuamente durante il possesso.
Il concetto è quello ormai familiare nel calcio di Cuesta: occupare razionalmente gli spazi senza rendere rigide le posizioni. Bernabé viene coinvolto nella costruzione, Konaté garantisce dinamismo e capacità di attaccare in avanti, mentre Ordóñez completa un centrocampo giovane ma tecnicamente interessante.
Il Parma cerca soprattutto di creare superiorità sulle corsie, con gli esterni offensivi pronti a stringere verso l’area e i terzini incaricati di dare ampiezza. Ed è proprio qui che il Catania soffre maggiormente.
Lontani, molto più di una doppietta
La copertina appartiene inevitabilmente a Simone Lontani. Il classe 2008 non si limita però ai due gol. Il suo valore tattico sta nella capacità di interpretare gli spazi lasciati liberi dai movimenti di Touré e dalle avanzate dei compagni.
Il primo gol arriva al 19’ sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Il secondo, al 35’, fotografa ancora meglio quello che Cuesta vuole dal suo reparto offensivo: Touré sfonda sulla destra, mette il pallone sul secondo palo e Lontani arriva con i tempi corretti per chiudere l’azione al volo.
Non un esterno incollato alla linea, quindi, ma un attaccante aggiunto quando l’azione si sviluppa sul lato opposto.
È probabilmente questa la notizia tatticamente più interessante della serata: il Parma può avere trovato un giocatore capace di trasformare l’ampiezza iniziale in presenza dentro l’area.
Touré riferimento, ma non centravanti statico
Interessante anche il lavoro di El Bilal Touré. Cuesta lo utilizza come riferimento centrale, ma gli chiede movimento.
Touré viene incontro, protegge il pallone, porta fuori posizione i difensori e soprattutto può attaccare lateralmente. L’azione del secondo gol nasce proprio da una sua percussione sulla destra.
Il meccanismo è evidente: quando Touré abbandona la zona centrale, uno degli esterni deve riempire immediatamente l’area. Lontani lo fa perfettamente.
È un principio che potrà diventare importante contro difese di Serie A molto più chiuse e organizzate.
Il Catania non rinuncia a giocare
Sarebbe però sbagliato descrivere la partita come un dominio totale del Parma.
Il Catania di Emilio Longo, schierato con Rinaldi; Pagliai, Ierardi, Allegretto, Donnarumma; Jimenez, Quaini, Corbari; Cicerelli, Leonardi e Bruzzaniti, prova a giocare e soprattutto nella ripresa cerca di alzare il proprio baricentro. (Parma Calcio 1913)
La squadra siciliana mostra personalità nel palleggio e prova a sfruttare soprattutto gli esterni, ma incontra un Parma molto ordinato nella protezione della propria area.
È qui che emerge un’altra indicazione positiva per Cuesta: quando perde il pallone, il Parma riesce generalmente a ricompattarsi velocemente.
Troilo e Circati non vengono costretti a continue corse all’indietro e Delprato garantisce equilibrio, mentre Valeri continua a rappresentare una soluzione importante nella spinta.
Il Catania nella ripresa tenta di cambiare l’inerzia inserendo Liguori, Di Tacchio e Caturano, senza però riuscire a trovare il gol che avrebbe potuto riaprire la partita.
Meno brillantezza, più controllo
Sul 2-0 il Parma abbassa inevitabilmente i ritmi. Ed è probabilmente la parte della partita sulla quale Cuesta avrà qualcosa da rivedere.
La squadra appare ancora lontana dalla migliore condizione atletica, un aspetto comprensibile a metà agosto ma già emerso nel corso della gara.
Cuesta interviene al 66’ con tre cambi contemporanei: Sørensen per Bernabé, Keita per Konaté e Frigan per Touré. Successivamente entrano Diallo Thiao e Carboni.
Il Parma perde qualcosa nella continuità del possesso, ma conserva struttura e compattezza.
Ed è significativo che il Catania, pur provandoci, non riesca a trasformare il maggiore coraggio della ripresa in occasioni tali da mettere realmente in discussione la qualificazione. Anche la Gazzetta sottolinea l’organizzazione difensiva mostrata dagli emiliani nel secondo tempo.
Le indicazioni per Cuesta
Dal punto di vista tattico la partita consegna quindi quattro segnali importanti.
- Lontani può essere una soluzione vera, non semplicemente un giovane da inserire gradualmente.
- Touré permette diverse interpretazioni offensive, perché può giocare da nove ma anche uscire dalla zona centrale creando spazio per gli inserimenti.
- Il centrocampo possiede qualità e dinamismo, anche se contro avversari di Serie A serviranno maggiore velocità nella circolazione e una gestione migliore delle transizioni.
- La struttura difensiva appare già abbastanza solida, soprattutto quando il Parma riesce a difendere in avanti evitando di schiacciarsi davanti alla propria area.
Parma promosso, ma il campionato sarà un altro esame
Il 2-0 è dunque un buon punto di partenza, non una sentenza sul valore del nuovo Parma. Il divario tecnico con una formazione di categoria inferiore impone prudenza e qualche fase della partita ha mostrato che la condizione e la velocità del palleggio devono ancora crescere.
Ma rispetto alle difficoltà viste nell’amichevole persa 2-0 contro la Sampdoria pochi giorni prima, il Parma offre una risposta convincente.
Cuesta cercava soprattutto principi riconoscibili e li ha trovati: pressione, occupazione degli spazi, mobilità degli attaccanti e compattezza dopo la perdita del pallone.
E poi c’è Lontani.
A diciotto anni si è preso il Tardini con due gol nella prima partita ufficiale della stagione. Il calcio d’agosto produce spesso illusioni che evaporano appena arriva settembre, perché questo sport ama complicare tutto. Ma due reti così e una prestazione di questa personalità meritano attenzione.
Sabato 22 agosto, sempre al Tardini contro il Cagliari, arriverà il test che conta davvero: la prima giornata di Serie A.
Il Parma ci arriva con una qualificazione in tasca e, soprattutto, con qualche certezza tattica in più.
