Pallone di Inghilterra-Argentina ’86 venduto all’asta per 2,9 milioni
Un pezzo di storia del calcio ha cambiato proprietario. Il pallone utilizzato nella sfida tra Inghilterra e Argentina ai Mondiali del 1986, conservato per decenni dal direttore di gara di quella partita, è stato battuto all’asta per 2,9 milioni.
A mettere in vendita il cimelio è stato l’arbitro che diresse l’incontro, disputato ai quarti di finale della rassegna iridata messicana e rimasto impresso nella memoria collettiva per due episodi diventati leggenda: la “Mano de Dios”, il gol segnato di mano da Diego Armando Maradona non sanzionato dal direttore di gara, e pochi minuti dopo il cosiddetto “Gol del secolo”, capolavoro personale del fuoriclasse argentino che saltò mezza squadra inglese prima di depositare in rete.
Un cimelio dal valore storico
Quella partita, vinta 2-1 dall’Argentina che avrebbe poi conquistato il titolo mondiale, è considerata una delle più iconiche nella storia del calcio, non solo per il valore sportivo ma anche per l’implicazione politica legata al contesto post-conflitto delle Falkland/Malvine tra i due Paesi, ancora vivo nella memoria collettiva a soli quattro anni dalla guerra.
Il pallone, custodito dall’arbitro per quasi quarant’anni, rappresenta un unicum nel mercato del collezionismo sportivo: raramente cimeli di questo tipo, legati a un singolo episodio arbitrale così controverso e insieme a una delle giocate più celebrate della storia del gioco, raggiungono l’attenzione del grande pubblico e cifre di questa portata.
Il valore crescente del collezionismo calcistico
La vendita si inserisce in un trend in crescita: negli ultimi anni il mercato dei memorabilia sportivi ha visto un’impennata di interesse da parte di collezionisti privati e investitori, disposti a spendere cifre importanti per oggetti legati a momenti simbolo dello sport mondiale. Maglie, palloni e trofei con una storia documentata dietro di sé continuano ad attrarre appassionati disposti a competere in asta pur di aggiudicarsi un frammento di storia sportiva.
Non sono stati resi noti al momento i dettagli sull’identità dell’acquirente né sulla destinazione futura del pallone, se resterà in una collezione privata o troverà spazio in un museo dedicato alla storia del calcio.
