Fabregas: “Como scelta di pancia, poi l’identità costruita”
Cesc Fabregas torna a parlare della sua avventura sulla panchina del Como, definendo la scelta iniziale di accettare l’incarico una decisione “di pancia”, maturata più sull’entusiasmo e sulla fiducia nel progetto che su calcoli strettamente tecnici. Lo ha raccontato lo stesso allenatore spagnolo, sottolineando come quella intuizione iniziale si sia poi trasformata in un lavoro strutturato, capace di dare alla squadra lariana un’identità di gioco precisa.
Secondo quanto riferito dal tecnico, l’approdo sulla panchina del Como non è stato frutto di una lunga pianificazione, ma di una sensazione positiva legata al progetto societario e alle ambizioni del club. Un aspetto che Fabregas ha voluto mettere in evidenza, spiegando come spesso le scelte professionali più importanti nascano da elementi non del tutto razionali, salvo poi essere validate dal lavoro quotidiano.
Dall’istinto al metodo
Nel suo intervento, l’ex centrocampista di Arsenal, Barcellona e Chelsea ha insistito sul percorso di crescita compiuto insieme alla squadra. Partendo da una base di fiducia reciproca, lo staff tecnico avrebbe lavorato per costruire principi di gioco riconoscibili, con l’obiettivo di dare al Como un’identità precisa indipendentemente dai singoli risultati di giornata.
Fabregas ha più volte ribadito, nel corso della sua esperienza in panchina, l’importanza di un progetto a medio-lungo termine, elemento che sembra aver trovato terreno fertile nel club lombardo, impegnato negli ultimi anni in un percorso di crescita strutturale sia sul piano sportivo che societario.
Il contesto del progetto Como
Le parole del tecnico si inseriscono in un momento in cui il Como continua a muoversi con l’obiettivo di consolidare la propria posizione, puntando su un’idea di gioco riconoscibile e su una programmazione che va oltre la singola stagione. L’arrivo di Fabregas, accolto inizialmente con curiosità per il suo status di esordiente in panchina a certi livelli, è stato più volte indicato come una scommessa della proprietà, oggi raccontata dallo stesso allenatore come una scelta nata dal cuore prima ancora che dalla ragione.
Non sono stati resi noti, in questa occasione, dettagli relativi a eventuali rinnovi di contratto o a scenari di mercato legati al futuro del tecnico, il cui focus resta orientato al proseguimento del lavoro tecnico già avviato.
