Di Cintio chiede il riconoscimento del segretario sportivo
Il tema del riconoscimento professionale del segretario sportivo torna al centro del dibattito nel mondo del calcio italiano. A sollevarlo è Di Cintio, che ha chiesto una regolamentazione più chiara di questa figura, ritenuta strategica per il funzionamento quotidiano dei club ma spesso priva di uno status formalmente definito all’interno degli organigrammi societari.
“Riconoscere il segretario sportivo e dare certezza ai club”: è questa, in sintesi, la richiesta avanzata, che punta a colmare un vuoto normativo percepito da tempo da chi opera in questo ambito. Il segretario sportivo, nella prassi delle società calcistiche, si occupa di gestire adempimenti burocratici, rapporti con la Lega e la Federazione, tesseramenti e pratiche amministrative legate al tesseramento dei tesserati e all’organizzazione delle attività sportive.
Un ruolo cruciale ma poco tutelato
Nonostante l’importanza operativa di questa figura, mancherebbe a oggi un quadro normativo omogeneo che ne definisca in maniera puntuale competenze, responsabilità e tutele contrattuali. Una lacuna che, secondo quanto emerso, alimenterebbe incertezza sia per i professionisti del settore sia per i club stessi, chiamati a gestire tali funzioni senza un riferimento normativo univoco.
La richiesta di Di Cintio si inserisce in un più ampio confronto sulla necessità di modernizzare l’organizzazione interna delle società sportive, in un contesto in cui la crescente complessità burocratica e regolamentare del calcio professionistico e dilettantistico richiede figure sempre più specializzate e riconosciute.
Le implicazioni per i club
Dare certezza normativa al ruolo del segretario sportivo significherebbe, nelle intenzioni di chi promuove questa istanza, garantire maggiore stabilità gestionale alle società, riducendo il rischio di ambiguità interpretative su compiti e responsabilità. Una prospettiva che riguarderebbe non solo i grandi club di Serie A, ma l’intero sistema calcistico, comprese le realtà di Serie B e dei campionati dilettantistici, dove spesso questa figura opera con margini di autonomia e risorse più limitati.
Al momento non risultano ancora annunciati provvedimenti ufficiali da parte degli organi competenti in merito alla richiesta, che resta dunque una sollecitazione aperta al confronto tra le parti coinvolte nel sistema calcio.
