Celtic torna a Lisbona, dove nacque la leggenda contro l’Inter
Il Celtic torna a Lisbona, la città che quasi sessant’anni fa consegnò al club scozzese una pagina indelebile della sua storia. Nella capitale portoghese, infatti, il 25 maggio 1967 si disputò la finale di Coppa dei Campioni tra il Celtic di Jock Stein e l’Inter di Helenio Herrera, un incontro che cambiò per sempre la percezione del calcio scozzese in Europa.
In quella partita, disputata all’Estádio Nacional, i biancoverdi di Glasgow sorpresero l’Inter campione in carica imponendosi per 2-1, nonostante il vantaggio iniziale nerazzurro su calcio di rigore firmato da Sandro Mazzola. Il ribaltone arrivò grazie alle reti di Tommy Gemmell e Stevie Chalmers, che permisero al Celtic di diventare la prima squadra britannica a conquistare il trofeo più prestigioso del calcio continentale.
La squadra che entrò nella leggenda
Quel gruppo di giocatori, diventato celebre con il soprannome di “Lisbon Lions” (i Leoni di Lisbona), rappresenta ancora oggi un simbolo identitario per il club scozzese. Tutti i membri di quella rosa, caso più unico che raro nella storia del calcio europeo, erano nati entro un raggio di poche decine di chilometri da Glasgow, elemento che ha contribuito ad alimentare il mito di quella impresa.
Per l’Inter di Herrera, reduce da anni di grande successi internazionali con il celebre “catenaccio”, quella sconfitta rappresentò invece una battuta d’arresto dopo un ciclo vincente che aveva portato i nerazzurri a dominare la scena europea nella prima metà degli anni Sessanta.
Un legame che resiste al tempo
Il ritorno del Celtic a Lisbona riaccende i riflettori su un capitolo di storia sportiva che continua a essere celebrato dai tifosi scozzesi, custodi orgogliosi di un’eredità che trascende il risultato sportivo in sé, diventando patrimonio culturale e motivo di orgoglio collettivo per l’intera comunità di Glasgow.
