Troppo VAR, Orsato richiama gli arbitri dopo due gare di Serie A
Troppi interventi della sala VAR hanno sollevato il malcontento del designatore arbitrale, insoddisfatto di quanto accaduto in due recenti gare di campionato: Como-Venezia e Bologna-Monza. Secondo quanto emerso, il vertice della classe arbitrale avrebbe espresso perplessità sulla gestione del supporto tecnologico, giudicato eccessivamente invasivo rispetto alle direttive abituali.
Le due partite finite sotto la lente sarebbero state caratterizzate da un numero elevato di richiami al monitor da parte della sala video, con conseguenti revisioni di episodi che, secondo la linea solitamente seguita dal designatore, avrebbero dovuto restare di competenza esclusiva del direttore di gara in campo.
Il nodo del “chiamato in causa troppo spesso”
Il protocollo VAR prevede l’intervento della sala operativa solo in caso di “chiaro ed evidente errore” o di episodi sfuggiti completamente all’attenzione dell’arbitro. Un uso troppo frequente dello strumento rischia di snaturare questo principio, trasformando il VAR in un secondo livello di giudizio sistematico piuttosto che in un correttivo per i casi più eclatanti. È proprio su questo aspetto che si sarebbe concentrato il disappunto espresso internamente.
Il tema non è nuovo nel dibattito calcistico italiano: negli ultimi anni il bilanciamento tra autonomia dell’arbitro in campo e supporto tecnologico è stato più volte al centro di discussioni tra addetti ai lavori, club e opinione pubblica. Un eccesso di richiami al monitor, pur con l’intento di ridurre l’errore, può infatti generare rallentamenti del gioco e percezione di scarsa fiducia nei confronti del direttore di gara.
Possibili implicazioni per le prossime giornate
Al momento non sono stati resi noti provvedimenti ufficiali nei confronti degli arbitri coinvolti nelle due gare citate, né comunicati formali da parte degli organi di designazione. È plausibile tuttavia che il caso venga affrontato nelle consuete riunioni tecniche settimanali, con l’obiettivo di richiamare la categoria a un utilizzo più selettivo e conforme al protocollo originario del VAR.
Resta da vedere se l’episodio porterà a direttive più stringenti per le prossime giornate di campionato, in un contesto in cui il tema dell’uso della tecnologia in campo continua a dividere addetti ai lavori e tifosi.
