Mario Rui riparte dal Portogallo: firma per il Belenenses
Mario Rui volta pagina e torna a vestire una maglia portoghese, ma lo fa scegliendo una realtà decisamente inedita rispetto al suo recente passato ad alti livelli: il terzino, svincolatosi dopo l’addio al Napoli, si è infatti accordato con il Belenenses, club militante nella terza serie del campionato lusitano.
Una scelta che sorprende per certi versi, considerando il percorso del giocatore, protagonista per diverse stagioni in Serie A con la maglia azzurra, con cui ha conquistato anche uno scudetto. Mario Rui, classe 1991, aveva lasciato il club partenopeo al termine del rapporto contrattuale, rimanendo poi svincolato per diverso tempo in attesa di una nuova sistemazione.
Il ritorno in Portogallo
La scelta del Belenenses rappresenta per l’esterno mancino un ritorno alle origini, in un campionato di categoria nettamente inferiore rispetto a quelli affrontati nel corso della sua carriera, che lo ha visto calcare i campi di Serie A con le maglie di Roma, Napoli ed Empoli, oltre a una precedente esperienza nel calcio portoghese prima del trasferimento in Italia.
Il Belenenses, storico club di Lisbona che nel recente passato ha vissuto vicende societarie travagliate culminate nella retrocessione nelle categorie minori, punta ora sull’esperienza internazionale del nuovo acquisto per provare a risalire la china nel panorama calcistico portoghese.
Una carriera tra alti e bassi
Per Mario Rui si tratta di un capitolo del tutto nuovo, lontano dai riflettori della massima serie italiana e dalle competizioni europee a cui aveva preso parte con il Napoli. Il club lusitano potrà contare su un calciatore dalla comprovata esperienza internazionale, chiamato ora a confrontarsi con una realtà calcistica profondamente diversa da quella a cui era abituato negli ultimi anni.
Non sono stati resi noti i dettagli economici dell’accordo tra le parti, trattandosi di un trasferimento in una categoria dilettantistica o semi-professionistica del calcio portoghese, lontana dalle cifre e dalla visibilità mediatica a cui il giocatore era abituato nel massimo campionato italiano.
