Mancini: “Nel nuovo ciclo da CT mi manca Vialli”
Roberto Mancini è tornato a parlare pubblicamente del legame che lo univa a Gianluca Vialli, affermando che rispetto al suo primo ciclo da commissario tecnico la mancanza dell’amico ed ex compagno di squadra si è fatta sentire in modo particolare.
Le parole del tecnico, pronunciate in un contesto non competitivo, fanno riferimento al sodalizio umano e professionale che aveva caratterizzato gli anni della prima avventura di Mancini sulla panchina dell’Italia, culminata con la vittoria dell’Europeo nel 2021. In quel periodo Vialli ricopriva il ruolo di capo delegazione della Nazionale, affiancando Mancini in uno staff che veniva spesso descritto come coeso e affiatato, anche grazie al rapporto decennale che legava i due, nati entrambi a pochi chilometri di distanza e cresciuti calcisticamente insieme alla Sampdoria negli anni Ottanta.
Un legame nato alla Samp
Mancini e Vialli formarono per anni una delle coppie d’attacco più celebri del calcio italiano, prima di ritrovarsi fianco a fianco anche in Nazionale in ruoli diversi: l’uno in panchina come allenatore, l’altro come figura di collegamento tra squadra, federazione e staff tecnico. La morte di Vialli, avvenuta nel gennaio 2023 dopo una lunga battaglia contro un tumore, aveva rappresentato un colpo durissimo per l’intero ambiente calcistico italiano, e in particolare per Mancini, che in più occasioni ha ricordato pubblicamente l’amico scomparso.
Le dichiarazioni odierne si inseriscono in questo solco: il tecnico ha voluto rimarcare come, al di là dei risultati sportivi, la componente umana e relazionale all’interno di uno staff tecnico rappresenti un elemento determinante per la riuscita di un progetto, e come la presenza di una figura come quella di Vialli, capace di fare da collante tra squadra e dirigenza, sia stata per lui insostituibile nel percorso successivo.
Non sono stati forniti ulteriori dettagli su contesti specifici o su eventuali nuovi incarichi legati alle parole del commissario tecnico, che restano al momento una riflessione personale sul valore degli affetti e delle collaborazioni costruite nel tempo all’interno del mondo del calcio.
