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Ceferin attacca Infantino: “Il calcio non è in vendita”

Aleksander Ceferin torna ad alzare la voce contro Gianni Infantino, in un nuovo capitolo dello scontro istituzionale tra vertici UEFA e FIFA. Il presidente dell’organismo che governa il calcio europeo ha affermato pubblicamente che “il calcio non è in vendita”, parole che suonano come un attacco diretto alla gestione del football globale da parte del numero uno della FIFA.

La frase, tanto netta quanto pungente, si inserisce in un contesto di tensioni crescenti tra i due massimi organismi calcistici, spesso in disaccordo su temi cruciali come il calendario internazionale, l’espansione dei tornei per club e gli interessi commerciali legati ai grandi eventi. Le parole di Ceferin sembrano rivolte a quelle logiche di mercificazione dello sport che, secondo diversi osservatori del settore, negli ultimi anni avrebbero preso il sopravvento sulle tradizionali strutture del calcio continentale ed extra-continentale.

Il Real Madrid rientra nell’ECA

Parallelamente alla querelle tra i due presidenti, arriva una notizia di rilievo sul fronte associativo: il Real Madrid ha ufficializzato il proprio ritorno nell’European Club Association (ECA), l’organismo che riunisce i club professionistici europei e ne rappresenta gli interessi nei rapporti con UEFA e FIFA.

Il rientro dei blancos rappresenta un passaggio significativo negli equilibri del calcio europeo. Il club spagnolo, insieme ad altre big del continente, aveva preso le distanze dall’ECA negli anni scorsi in seguito al fallito progetto della Superlega, la competizione alternativa che avrebbe dovuto riunire i maggiori club europei al di fuori delle strutture UEFA tradizionali. Quella vicenda aveva causato una frattura profonda tra alcuni dei principali club continentali e gli organismi di governo del calcio.

Il ritorno del Real Madrid nell’ECA potrebbe segnalare un progressivo riavvicinamento tra le parti, dopo anni di contenziosi legali e tensioni sulla governance del calcio europeo. Resta da vedere se questo passo rappresenti un’apertura duratura o una scelta tattica in vista dei prossimi cicli di riforme che riguarderanno formati delle competizioni, distribuzione dei ricavi e calendario internazionale, temi su cui UEFA e FIFA continuano a mostrare visioni non sempre allineate.

La vicenda si inserisce in un quadro più ampio di ridefinizione degli equilibri di potere nel calcio mondiale, dove le tensioni tra le diverse anime del movimento calcistico – club, federazioni continentali e organismo mondiale – continuano a influenzare le decisioni strategiche del settore.

Redazione

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