Orsato si smarca dal VAR: “Con quello strumento non era più calcio”
Daniele Orsato rompe il silenzio sul Var e lo fa con parole destinate a far discutere l’ambiente arbitrale e calcistico italiano. L’ex direttore di gara internazionale, tra i fischietti più esperti degli ultimi anni nel panorama Fifa e Uefa, ha spiegato la sua posizione critica nei confronti della tecnologia che dal 2017 accompagna gli arbitri di Serie A e delle principali competizioni europee.
“Non lo odiavo, ma così non era più calcio”: è questa la sintesi del pensiero espresso da Orsato, che rivendica un approccio non ideologico ma pragmatico rispetto al sistema di revisione video. Le sue dichiarazioni arrivano in un momento in cui il dibattito sul Var continua a dividere addetti ai lavori, allenatori e tifosi, tra chi ne sottolinea l’utilità nel correggere errori palesi e chi lamenta un’eccessiva frammentazione del gioco.
Il nodo dell’impatto sul gioco
Il punto centrale della riflessione di Orsato riguarda la natura stessa dello spettacolo calcistico. Secondo l’ex arbitro, l’introduzione sistematica delle revisioni video avrebbe alterato in maniera significativa il ritmo e la spontaneità delle partite, trasformando momenti che un tempo si esaurivano in pochi secondi in lunghe pause di attesa davanti al monitor a bordocampo.
Non si tratta, precisa Orsato, di un rifiuto aprioristico della tecnologia, quanto piuttosto di un’analisi critica sulle modalità con cui il Var è stato implementato nel calcio italiano ed europeo. Un tema che negli ultimi anni ha coinvolto anche i vertici dell’arbitraggio nazionale, chiamati più volte a rivedere protocolli e linee guida per limitare le interruzioni di gioco.
Un dibattito destinato a proseguire
Le parole di Orsato si inseriscono in un confronto più ampio che coinvolge l’intero movimento calcistico, dalle sale Var della Serie A fino ai piani alti della Figc e delle federazioni internazionali. Il tema dell’utilizzo della tecnologia, del suo impatto sui tempi di gioco e sulla percezione degli spettatori resta infatti al centro dell’agenda arbitrale, con periodici aggiustamenti al protocollo che regola le revisioni video.
Non sono stati resi noti, al momento, ulteriori dettagli su eventuali proposte concrete di modifica avanzate da Orsato, né riferimenti a episodi specifici che avrebbero alimentato le sue perplessità nel corso della carriera.
