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Simonelli apre alla mutualità ma chiede più ricavi per la Serie A

Il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, ha aperto al principio della mutualità economica verso le categorie inferiori del calcio italiano, ponendo però una condizione precisa: prima serve un incremento dei ricavi complessivi della Serie A.

La posizione, espressa nell’ambito del dibattito sulla ripartizione delle risorse nel sistema calcio italiano, tocca uno dei nodi storici della governance calcistica nazionale: il rapporto tra il massimo campionato, principale generatore di introiti attraverso diritti tv, sponsorizzazioni e ricavi commerciali, e le serie minori, che da tempo chiedono un sostegno più strutturato per garantire la sostenibilità dei propri club.

Il nodo dei ricavi

Secondo quanto dichiarato da Simonelli, l’apertura verso forme di mutualità non può prescindere da una crescita economica del prodotto Serie A. L’idea di fondo è che solo ampliando la torta complessiva dei ricavi sia possibile destinare risorse aggiuntive alle categorie inferiori senza intaccare la competitività dei club di vertice, chiamati a confrontarsi con le big europee su un mercato sempre più oneroso.

Il tema si inserisce in un contesto più ampio di riflessione sul modello di finanziamento del calcio italiano, dove le disparità tra Serie A, Serie B e Serie C si sono progressivamente accentuate negli ultimi anni, complice anche l’aumento esponenziale dei diritti televisivi internazionali che ha premiato quasi esclusivamente il massimo campionato.

Le implicazioni per il sistema

Una maggiore mutualità verso i campionati inferiori rappresenterebbe un cambio di passo significativo per un sistema calcistico che negli anni ha visto crescere il divario economico tra le diverse categorie, con conseguenze dirette sulla salute finanziaria di molte società di provincia e sulla tenuta complessiva della piramide calcistica nazionale.

Resta da capire quali strumenti concreti la Lega Serie A intenda mettere in campo per far crescere i ricavi prima di procedere con un’eventuale redistribuzione più marcata verso le serie minori. Il tema, destinato a restare al centro del confronto tra le istituzioni calcistiche italiane, dovrà fare i conti con gli equilibri interni tra i club di Serie A e le richieste che arrivano da Lega Pro e Lega B.

Redazione

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