Xhaka salta le prossime gare: “Comprai un certificato vaccinale falso”
Granit Xhaka non sarà a disposizione per le prossime partite dopo aver ammesso pubblicamente di aver acquistato un certificato di vaccinazione contro il Covid-19. Il centrocampista svizzero, tra i profili più esperti e rispettati della nazionale rossocrociata, ha reso la confessione in prima persona, riconoscendo di aver eluso i controlli sanitari previsti durante il periodo pandemico.
La notizia arriva a distanza di tempo dai fatti contestati, ma è destinata a produrre conseguenze immediate sul piano sportivo: Xhaka, secondo quanto emerso, non figurerà nell’elenco dei convocati per i prossimi impegni della Svizzera, in attesa di ulteriori chiarimenti sulla vicenda e sulle eventuali sanzioni federali.
Un caso che tocca anche il mercato
L’ammissione del giocatore, attualmente in forza al Sunderland dopo la lunga militanza in Bundesliga con il Bayer Leverkusen, non riguarda direttamente la sua situazione contrattuale con il club inglese, ma la vicenda rischia comunque di riflettersi sull’immagine del centrocampista in un momento delicato della sua carriera internazionale. Xhaka, capitano designato in diverse occasioni della Nazionale svizzera, è da anni uno dei punti di riferimento del centrocampo rossocrociato, con oltre un centinaio di presenze in azzurro-rosso all’attivo.
Al momento non sono stati resi noti dettagli su come sarebbe avvenuto l’acquisto del certificato né sull’identità di eventuali intermediari coinvolti. La federazione calcistica svizzera non ha ancora diffuso comunicazioni ufficiali sui prossimi passi, mentre restano da chiarire le tempistiche esatte dello stop imposto al giocatore e la durata dell’esclusione dalle convocazioni.
Le implicazioni per la nazionale
L’assenza di Xhaka rappresenta una perdita significativa per il tecnico della Svizzera, chiamato a fare a meno di uno dei suoi elementi più esperti in un calendario che prevede impegni ufficiali nelle prossime settimane. Resta da capire se la vicenda avrà ripercussioni anche a livello disciplinare più ampio, coinvolgendo eventualmente altre figure della federazione o del contesto sanitario legato ai controlli pandemici nel calcio professionistico.
La redazione seguirà gli sviluppi della vicenda, in attesa di conferme ufficiali sulla durata dello stop e su eventuali provvedimenti aggiuntivi nei confronti del calciatore.
