Sofferenza e tensione, il Parma si prende la prima vittoria: decidono Romero e Almqvist
Parlare di esami o sentenze a inizio settembre rischia di essere retorico, ma la sfida del Tardini tra Parma e Genoa pesava già come un macigno. In palio non c’erano solo tre punti, ma la direzione di un’intera stagione: la possibilità di tirare un bel sospiro di sollievo o l’apertura ufficiale di uno stato di crisi. Alla fine arriva il triplice fischio ed è festa grande sotto la Nord, con i crociati ad esultare come per una finale e il Genoa a chiedere scusa sotto il settore ospiti tra i fischi dei propri sostenitori.
Il primo tempo: tensione, brividi e la perla di Romero
La gara si apre con il Parma che gestisce il primo pallone cercando Touré senza fortuna. Al 2′ risponde il Genoa con una conclusione di Messias deviata in corner dalla difesa crociata; sugli sviluppi dell’angolo è ancora il numero dieci rossoblù a provarci, ma Corvi para senza affanni. Un minuto più tardi ribalta il fronte il Parma, conquistando a sua volta un tiro dalla bandierina grazie a un bel recupero di Ehizibue su Valeri. Al 4′, dopo un corner battuto male da Sierro, Osmajic prova a ripartire ma viene fermato con un fallo da Troilo: l’arbitro Mariani sceglie di non ammonire, scatenando le proteste di De Rossi dalla panchina.
Al 6′ il Parma si affaccia in avanti con Delprato che pennella un cross dalla destra, sfiorato soltanto da Romero prima del rinvio della difesa. L’argentino torna protagonista all’8′ quando, innescato da un buon recupero di Keita a metà campo, sbaglia completamente la misura del passaggio per Touré regalando palla agli avversari. Un minuto dopo scatta la prima ammonizione del match: Messias scappa via sulla destra e il giovane sloveno Drobnic lo atterra visibilmente. Al 10′, su una punizione gestita male dal Genoa, la difesa del Parma non riesce a spazzare e concede a Messias l’opportunità di superare Lontani e impegnare Corvi; sulla palla rimessa al centro per Osmajic è poi decisiva la chiusura in fallo laterale di Troilo.
Il Genoa insiste al 12′ schiacciando i crociati nella propria metà campo e provando la verticalizzazione per Osmajic, ben controllata da Troilo. Un minuto più tardi i padroni di casa tremano per davvero: Ellertsson affonda sulla sinistra e scodella un cross velenoso che per un soffio non trova l’inserimento vincente di Frendrup. Al 14′, sulla ripartenza del Parma, Touré strappa palla e salta Otoa, costringendo il difensore rossoblù alla trattenuta e al conseguente cartellino giallo. Subito dopo è Keita a rischiare grosso allungandosi la palla e concedendo varco a Baldanzi, ma il belga è provvidenziale nel rimediare con una grande scivolata.
Segue una fase di gioco confusa e senza un padrone chiaro, in cui il Parma tenta qualche accelerazione senza però creare reali pericoli. Al 17′ arriva l’occasione più nitida per gli ospiti: un lancio lunghissimo di Bijlow pesca Osmajic, bravo a superare Troilo in velocità e a rientrare sul sinistro in area, ma la conclusione trova l’ottima opposizione di Diego Carlos in angolo. Al 19′ il Parma continua a mostrare evidenti difficoltà in fase di impostazione, faticando a uscire e affidandosi senza fortuna ai lanci lunghi per le punte.
Quando il primo tempo sembra destinato a chiudersi in parità, allo scoccare del 40′ la partita si stappa: grande giocata personale di Romero che supera in velocità Ostigard e dal limite fa partire un destro potente che va a gonfiarsi la rete sotto la Curva Nord. Due minuti dopo, al 42′, Touré avrebbe l’occasione del raddoppio: splendida palla servita da Valeri, l’attaccante salta la difesa ma da posizione chiaramente favorevole spara alto sopra la traversa.
La ripresa: dalla doccia fredda alla firma di Almqvist
I primi minuti del secondo tempo scivolano via senza giocate di rilievo, tra diversi palloni persi da entrambe le parti. Al 49′ il Parma prova ad accendersi con un’altra invenzione di Romero che innesca la ripartenza di Lontani, ma il classe 2008 si allunga troppo la sfera favorendo l’uscita di Ostigard. Al 53′ sale la pressione del Genoa, che conquista un calcio d’angolo dalla destra: Sow serve un bell’inserimento per il colpo di testa di Messias, la cui spizzata diventa un assist per Ostigard, anticipato di un soffio dall’uscita di Corvi. Segue una manovra avvolgente dei rossoblù che Lontani riesce a spezzare, facendo ripartire i suoi.
Al 55′, nel momento di massima spinta genovese, il Parma riparte con Keita che avvia l’azione e Touré che conquista una preziosa punizione sulla corsia di destra, battuta però troppo lunga da Sierro. Al 57′ arrivano le prime mosse dalla panchina per Cuesta, che manda in campo Almqvist per Touré ed Elphege al posto dell’autore del gol Romero. Al 59′ si registra un duro scontro a centrocampo tra Marcandalli e Lontani, con la necessità dell’intervento dello staff medico per il calciatore del Parma, mentre al 60′ De Rossi risponde inserendo Puczka per Otoa ed El Shaarawy al posto di Ehizibue.
Al 70′ arriva la doccia fredda per il Tardini. Almqvist va al cross dalla parte opposta ma non trova l’impatto di Fabbian in area. Sulla ripartenza immediata, il Genoa verticalizza con un lancio lunghissimo che taglia in due la difesa crociata e pesca Osmajic: l’attaccante si ritrova a tu per tu con Corvi — uscito dall’area in modo avventato — e lo supera con freddezza firmando l’1-1.
Il finale: cuore e sofferenza per tre punti d’oro
Ne nasce un finale infuocato di marca crociata. Il Parma si getta in avanti con la forza della disperazione: Valeri lancia in profondità Elphege, la cui conclusione va a scheggiare la traversa. È il preludio al gol della vittoria, che arriva all’80′: ennesimo lancio per Elphege che difende palla spalle alla porta e serve l’inserimento di Almqvist. Lo svedese è bravo a superare Marcandalli, temporeggiare con maturità e trafiggere l’estremo difensore per il definitivo 2-1.
I minuti di recupero sono un’autentica trincea: il Parma tiene duro chiudendo alla disperata, con Drobnic acciaccato e Delprato bloccato dai crampi. Troilo si riscatta salvando di tacco su Vitinha, Keita esce palla al piede conquistando falli preziosi per far rifiatare la squadra, ed Elphege, scatenato, sfiora persino il tris colpendo un’altra traversa.
Al triplice fischio esplode la gioia del Tardini: soffrendo come in una vera finale, il Parma conquista la sua prima, fondamentale vittoria in campionato.
