Malagò: “Italia non si accontenti della qualificazione Mondiale”
Il presidente del CONI, Giovanni Malagò, è tornato a parlare del percorso della Nazionale italiana verso il Mondiale, sottolineando come l’obiettivo non possa limitarsi alla semplice qualificazione. Le sue dichiarazioni arrivano in un momento delicato per il calcio azzurro, reduce da due assenze consecutive dalla fase finale della competizione iridata, un fatto senza precedenti nella storia recente del movimento.
Secondo quanto riferito, Malagò ha invitato l’ambiente calcistico a non accontentarsi di quello che ha definito un “compitino”, ovvero il traguardo minimo della qualificazione, chiedendo invece un salto di qualità che riporti l’Italia ai vertici del calcio internazionale. Le parole del numero uno dello sport italiano riflettono una preoccupazione più ampia, condivisa da tecnici, dirigenti e appassionati, sul reale stato di salute del sistema calcio nazionale.
Il contesto: due Mondiali persi
L’Italia, quattro volte campione del mondo, non partecipa alla fase finale della competizione dal 2014, avendo mancato clamorosamente sia l’edizione del 2018 che quella del 2022. Un digiuno che ha aperto un dibattito acceso sulle responsabilità della Federazione, sulla qualità dei vivai, sul numero eccessivo di stranieri in Serie A e sulla programmazione a lungo termine del movimento.
Le parole di Malagò si inseriscono in questo scenario, con la Nazionale attualmente impegnata nel percorso di qualificazione verso la prossima rassegna iridata. L’obiettivo dichiarato non è soltanto evitare una terza esclusione consecutiva, evento che rappresenterebbe un danno d’immagine e probabilmente anche economico per l’intero sistema calcio italiano, ma tornare a essere protagonisti concreti nella fase finale.
Le implicazioni per il movimento
Il richiamo del presidente del CONI assume un peso particolare considerando il ruolo istituzionale ricoperto, che va oltre la sola gestione tecnico-sportiva affidata alla FIGC e al commissario tecnico. Una eventuale nuova mancata qualificazione avrebbe ripercussioni non solo sportive, ma anche in termini di sponsorizzazioni, diritti televisivi e appeal internazionale del campionato italiano, con possibili conseguenze indirette anche sul mercato dei calciatori e sull’interesse dei club esteri verso i talenti che militano in Serie A.
Resta da capire quali iniziative concrete potranno seguire a queste dichiarazioni, sia sul piano della programmazione federale sia su eventuali riforme strutturali del sistema calcistico nazionale, temi che saranno probabilmente al centro del dibattito nelle prossime settimane, in vista degli impegni decisivi della Nazionale verso la qualificazione.
