Addio a Giusy Achilli, prima presidente di club professionistici
È morta Giusy Achilli, la donna che per prima in Italia ha ricoperto la carica di presidente in una società calcistica professionistica, aprendo una strada fino ad allora preclusa in un ambiente storicamente dominato da figure maschili.
La notizia della sua scomparsa ha suscitato reazioni di cordoglio nel mondo del calcio italiano, che riconosce ad Achilli un ruolo di apripista in un settore, quello dirigenziale, dove la presenza femminile è rimasta a lungo minoritaria anche nelle categorie professionistiche minori.
Un precedente storico per il calcio italiano
La sua nomina alla presidenza di un club professionistico rappresentò all’epoca un evento senza precedenti nel panorama calcistico nazionale, in un contesto in cui le poltrone dirigenziali dei club, dalla Serie A alla Serie C, erano occupate quasi esclusivamente da uomini. Achilli si ritagliò così un posto nella storia del calcio italiano non per meriti sportivi o tecnici, ma per aver dimostrato che la gestione societaria di un club professionistico poteva essere affidata anche a una donna, sfidando una prassi consolidata da decenni.
Il suo esempio è stato spesso citato negli anni successivi come riferimento nelle discussioni sulla parità di genere nello sport, in particolare quando altre figure femminili hanno iniziato a farsi strada in ruoli dirigenziali all’interno di società calcistiche, sia in Italia che all’estero. Il calcio professionistico italiano, pur avendo compiuto passi in avanti sul fronte dell’inclusione, resta ancora oggi un ambiente in cui le presidenze femminili rappresentano un’eccezione più che una regola.
La figura di Achilli viene ricordata come quella di una precorritrice, capace di aprire una porta che negli anni ha permesso ad altre donne di intraprendere percorsi analoghi nella dirigenza sportiva. La sua eredità resta un punto di riferimento nella storia del movimento calcistico italiano, testimonianza di un cambiamento culturale che ha attraversato gradualmente anche gli ambienti più tradizionalisti del pallone nostrano.
