Assalto a casa Donnarumma a Parigi: 9 anni a “Ganito”
Nove anni di reclusione per l’uomo conosciuto con il soprannome di “Ganito”, ritenuto responsabile dell’assalto alla casa parigina di Gianluigi Donnarumma. La sentenza, emessa dalla giustizia francese, mette un punto a una vicenda che nel 2023 aveva scosso l’entourage del portiere italiano, all’epoca già in forza al Paris Saint-Germain dopo il trasferimento dal Milan.
L’episodio risale a un raid nell’abitazione del calciatore, un fatto che aveva destato preoccupazione non solo tra i tifosi ma anche negli ambienti sportivi, riportando alla ribalta il tema della sicurezza dei calciatori professionisti, spesso bersaglio di malintenzionati proprio in virtù della loro notorietà e dei patrimoni personali che ne derivano.
Un caso che ha coinvolto il mondo del calcio
Donnarumma, arrivato a Parigi dal Milan a parametro zero nell’estate del 2021, si è affermato negli anni come uno dei portieri di riferimento del panorama internazionale, conquistando un posto da titolare anche nella nazionale italiana. La sua crescente esposizione mediatica, unita ai guadagni derivanti dai contratti professionistici, lo ha reso negli anni un possibile bersaglio per episodi di criminalità legati al patrimonio personale, una dinamica non nuova nel mondo del calcio, dove diversi calciatori di alto profilo hanno subito furti o intrusioni nelle proprie abitazioni.
La condanna a nove anni rappresenta una pena severa, indice della gravità riconosciuta dai giudici francesi al reato commesso. Non sono stati resi noti ulteriori dettagli sulla dinamica dell’assalto né sull’identità completa del condannato, indicato solo con il soprannome “Ganito”.
Le implicazioni per la sicurezza dei calciatori
Il caso riporta l’attenzione su un tema ricorrente nel calcio professionistico: la protezione delle abitazioni private dei calciatori, spesso individuate come obiettivo di bande organizzate proprio durante gli orari delle partite, quando l’assenza dei proprietari è certa e ampiamente pubblicizzata dai media sportivi. Diversi club europei, negli ultimi anni, hanno rafforzato le misure di sicurezza per i propri tesserati, un tema che resta di stretta attualità anche alla luce di episodi simili verificatisi in altre città europee ai danni di calciatori di alto livello.
Al momento non sono emerse ulteriori dichiarazioni ufficiali da parte del Paris Saint-Germain né dell’entourage di Donnarumma in merito alla sentenza.
