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Hiddink riapre il caso Moreno: “Nessuna colpa, Vieri da espellere”

A oltre vent’anni di distanza, Guus Hiddink è tornato a parlare di uno degli episodi più discussi della storia recente del calcio italiano: l’eliminazione dell’Italia dal Mondiale 2002 per mano della Corea del Sud, decisa ai supplementari dopo una gara arbitrata da Byron Moreno e tuttora ricordata per le polemiche legate ad alcune decisioni arbitrali.

L’ex commissario tecnico della nazionale sudcoreana, oggi settantottenne, ha difeso senza mezzi termini l’operato del direttore di gara ecuadoriano, sostenendo che non vi fossero responsabilità da attribuirgli per il risultato di quella partita. Secondo quanto dichiarato da Hiddink, l’Italia avrebbe dovuto vincere l’incontro sfruttando la qualità della propria rosa, all’epoca composta da diversi giocatori di livello internazionale.

Il retroscena su Vieri

Nel ripercorrere l’episodio, il tecnico olandese ha aggiunto un dettaglio che riaccende il dibattito: a suo giudizio, Christian Vieri avrebbe meritato l’espulsione durante quella gara, circostanza che, se fosse avvenuta, avrebbe cambiato ulteriormente gli equilibri dell’incontro a favore della Corea del Sud.

Le parole di Hiddink arrivano a distanza di più di due decenni da un match che resta uno dei più controversi nella storia dei Mondiali. Quella sfida degli ottavi di finale, terminata 2-1 per i padroni di casa dopo i tempi supplementari, portò all’eliminazione dell’Italia guidata all’epoca da Giovanni Trapattoni e segnò pesantemente la carriera arbitrale di Byron Moreno, successivamente radiato dalla federazione ecuadoriana per motivi estranei a quella partita.

Un caso mai chiuso

Le dichiarazioni del tecnico olandese, che con quella Corea del Sud raggiunse a sorpresa la semifinale del torneo, riportano l’attenzione su un episodio che continua a dividere tifosi e addetti ai lavori. Da un lato la lettura di Hiddink, che rivendica il valore della propria squadra e minimizza il peso delle decisioni arbitrali; dall’altro il ricordo, ancora vivo tra gli appassionati italiani, di una gara considerata da molti condizionata da episodi dubbi a sfavore della nazionale di Trapattoni.

Non è la prima volta che protagonisti di quell’edizione del Mondiale tornano sull’argomento, segno di come il caso Corea-Italia 2002 resti, a distanza di oltre vent’anni, un capitolo ancora aperto nella memoria del calcio internazionale.

Redazione

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